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L’uovo

<<Papà, mi compri l’uovo?>> gli aveva chiesto allargando i suoi occhi blu. E come avrebbe potuto non farlo? Era andato un paio di giorni prima di Pasqua. Ne aveva comprati un paio, così da darne uno anche a Francesca, sua moglie. Al cioccolato fondente. Così, tornato a casa, con in mano la busta con dentro quelle uova dagli involucri sfavillanti, li aveva nascosti. Voleva l’effetto sorpresa. Anche se era l’unica cosa che Fabrizio s’aspettava d’avere. Ma lui si sorprendeva comunque. E non era finzione. I bambini sono esenti dal fingere stupore. Siamo noi più grandi, che con il tempo, acquisiamo questa capacità di non sorprenderci più, ma di fingere di essere sorpresi quando ci capita qualcosa di meno sorprendente.

24 aprile: tutti a tavola. Fabrizio scalpita, mangia in tutta fretta. Vuole velocizzare il pranzo per arrivare immediatamente al momento dell’uovo. Il momento della colomba è davvero straziante per lui.

<<Papà, dov’è l’uovo?>>

<<Ehi, aspetta! Prima mangiamo la colomba>>. Fabrizio mette il broncio. Vuole l’uovo. Chi se ne importa della colomba. Rifiuta un pezzo di quel dolce pasquale che suo padre gli porge con una mano. Gira lo sguardo dall’altra parte.

<<Non lo voglio!>> dice.

<<E dai! Non fare così. Mangia>>

<<No!>>. Suo padre tira indietro la mano. Divora lui il pezzo che aveva offerto a Fabrizio. Lo guarda. Fabrizio ha lo sguardo chino, che fissa il vuoto. Le sopracciglia sono inclinate. E’ arrabbiato. Se ne sta con le braccia conserte. S’accorge di essere osservato.

<<Oh, ne! La smetti?>>

<<Di fare che?>>

<<Di guardarmi!>> e scoppia in lacrime. La bocca si curva, gli occhi si stringono. Le lacrime scendono. Con i movimenti che fa con la bocca, sembra un pesce. Suo padre si rattrista vedendolo così.

<<Dai! Non fare così>>. Lo tira a sè, lo abbraccia. Poi lo passa a sua madre. <<Rimani qui con la mamma. Torno subito>>. Esce dalla stanza. Fabrizio affonda la testa nella folta chioma di sua madre. Per un attimo, chiude gli occhi.

<<Fabrizio?>> la voce di suo padre. Si tira via da quel velo di capelli, si gira verso di lui. E non vi trova la sua faccia, ma un involucro sfavillante.

<<L’uovo!>>. Si stacca da sua madre e prende fra le braccia quell’uovo quasi fosse un amico fraterno. Poi, si attacca al papà. E qualche altra lacrima scende.

<<Smettila, dai>> gli dice suo padre, sorridendo. Fabrizio alza lo sguardo, gli occhi rossi, la faccia lavata di lacrime. Sorride anche lui. Anche la mamma si unisce all’abbraccio. E la Pasqua è fatta.

Buona Pasqua a tutti voi.

Tony Musicco

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