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Momenti

1. Adesso è facile.

“Dal tuo libro, sembra quasi che tu stia cercando di denunciare una sorta di mancanza di comunicazione. E lo fai, mostrando questa mancanza di comunicazione in vari strati sociali.”

“Io non l’ho fatto apposta. L’ho fatto per me. L’ho fatto per stare bene”

“Un microcosmo”

“Sei molto tecnico”

“Ti confonde le idee”

“Bologna”

2.Quando il fango viene colpito dai raggi del Sole, quest’ultimo non diviene meno caldo e l’altro non perde la sua viltà.

“Cos’è un sigillo?”

“Che programma porta?”

“Mi vendicherò”

“E’ solo un’arrangiatore di arte”

“perché io ti sono fedele”

3. Se sono rose, fioriranno. Così dice il fioraio Rosario.

“So io perché stai ridendo”

“Ci si bel”

“Ma il pesce lo mangi?”

“To, ho saputo un’altra cosa”

“Ma non è rum!”

4. Lo sfigato che uccide l’orgoglioso. Che dolore al funerale.

“Ne mancano 9. Ormai, non mi spaventa più”

“Un diavolo travestito da angelo”

“Ca sté pagat!”

“Ma il pesce lo mangi?”(2)

“Perché mi hai chiamato?”

5. L’orgoglio calpestato

“Non lo so”

“Il sacerdote”

“Sono fiera di lui”

“E da quel momento, lei divenne la loro sorella maggiore”

“Ma tu lo mangi il pesce?”(3)

 

 

 

 

Momento agrodolce di un sabato di fine aprile

Che dire? Sabato. Sono qui, con la voglia di scrivere qualcosa, ma non so cosa. In sottofondo suona un vecchio pezzo di Maria McKee. In casa non c’è nessuno. Gli unici rumori che vibrano nell’aria sono il battere delle dita sulla tastiera del pc e questa voce accompagnata dalla chitarra. E’ un momento tranquillo, sereno. Per un momento, è come se il treno della vita stia rallentando, quasi per fermarsi. Gli istanti scorrono lenti, ma sono carichi, pieni di vita. Non riesco a spiegarmelo. Talvolta mi capitano questi momenti, radure di istanti nei quali mi sento estremamente sereno. Momenti in cui mi guardo attorno e sorrido, felice chissà per quale motivo. Ma non mi va di cercarlo. Mi immergo in questo momento, in questa sosta del treno. Tiro fuori la testa dal finestrino. Guardo la strada percorsa. Poi, giro la testa dall’altra parte e guardo quella ancora da fare.

Il pezzo è finito. Il silenzio arriva come uno schiaffo. Nell’aria manca qualcosa. Decido di rimandare la canzone di prima. Sempre quella, “If Love Is A Red Dress” di Maria McKee. Ritornano la voce e la chitarra a riempire l’aria, a tamponare quella falla che s’era venuta a creare. Ristabilisco l’equilibrio precedente, ma il momento è scappato via. E’ come ridestarsi da un bel sogno. Ci si accorge di essere svegli, ma non troppo. Allora, con sforzo, cerchiamo di riaddormentarci per riagguantare quel sogno, ormai perduto. Amarezza rimane quando, alla fine, ci si tira sù consapevoli di non essere riusciti nell’intento. E questo momento è molto simile. Quel silenzio giunto all’improvviso, ha fatto ripartire il treno. Ora tiro dentro la testa, perchè c’è troppo vento. Non mi è più possibile guardare fuori. Non mi resta che il mio sabato sera.

Buon sabato sera a tutti.

Tony Musicco

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