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Buon Compleanno, Italia!

17 marzo. Un giorno come tanti. Un alba come tante, che si leva su di noi. Un giorno come molti. Ognuno di noi si alza dal proprio letto, immaginandosi già la sua giornata. Poi, basta fare un salto nel passato. Un salto di 150 anni, e cosa troviamo? ” 17 marzo 1861: nasce il regno d’Italia”. Il 17 marzo di 150 anni fa, nasceva una nazione. Giovane, molto giovane, una “minorenne”, come l’ha definita Benigni. Il Bel Paese.

Negli ultimi 150 anni, il nostro Paese ne ha passate tante, fra guerre, dittature, anni di piombo e mafie. Violenza, dolore, sangue. Il nostro Paese ha sofferto molto. Ma tanti sono stati anche i momenti di felicità. Insomma, nonostante sia molto giovane, il nostro lo possiamo considerare un Paese vissuto.

Oggi siam qui, per ricordare quel giorno di quasi primavera di 150 anni fa che ha dato inzio all‘avventura italiana.  Riuniti a ripensare a tutti quei momenti che, pian piano, hanno portato alla nostra unione, resa impossibile per secoli. L’Italia, divisa in staterelli, invasa dallo straniero. Uomini e donne si sono sacrificati per far sì che queste terre fossero libere e, infine, unite in un’unica Nazione. Nonostante tutto, però, questo senso di unità non è condiviso da tutti. C’è gente che sogna un’Italia divisa e che ha definito il giorno dell’unità, come un soppruso, come un qualcosa che non va ricordato, festeggiato. E fa strano vedere che questa gente, che odia tanto l’Italia unita, sia fra coloro che ci governano. Persone che, mentre si suona Fratelli d’Italia, preferiscono andarsene al bar, pur di non ascoltarla.

Italia unita. Ne siamo sicuri? Nord e sud continuano la loro guerra fredda fatta di pregiudizi, stupide discriminazioni. C’è chi sogna un’Italia divisa.

E allora, vorrei che arrivasse un messaggio a quella gente lì. Vorrei dirgli che loro non contano nulla, ma è l’Italia l’unica cosa ad avere importanza. I loro pregiudizi non devono intaccare il nostro senso di italianità. Ogni volta che avrete qualche dubbio sul vostro essere italiani, sul fattore unità, fate un passo indietro e pensate a quelle persone, tante, troppe, che sono morte affinchè noi potessimo essere qui, tutti insieme, sentendoci parte di un’unica porzione di mondo, gridando con forza un unico inno. Che sono morte affinchè non ci fossere Nord o Sud, ma solo un’ unica Italia. Che sono morte per far sì che fratelli e sorelle, divisi dalla nascita, potesse ricongiungersi e tornare ad essere Fratelli e Sorelle d’Italia.

Non dimenticateli mai

Buon Compleanno, Italia!

Tony Musicco

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