E poi, più nulla


Un soffio di vento. Poi più nulla. Pioggia. Poi più nulla. Una pioggia strana, fatta di piombo attraversa l’etere notturno. Quelle gocce ferrose toccano e squarciano stoffe e epidermidi. Dolore. Sangue. E poi, più nulla.

Roma. Di notte diviene teatro del passato. Gli imperatori si ergono nuovamente, urlano i loro editti, combattono battaglie. Si ripetono i drammi di corte, i complotti. E ad essi se ne aggiunge un altro. Non alle spese di un imperatore, ma a quelle di un uomo, un sognatore. Non soccomberà lui, ma coloro che lo proteggevano. Trafitti non da spade, ma da gocce di piombo. Cinque anime perdute nell’oblio. Anime. Dolore. Sangue. E poi più nulla.

Attorno a lui solo oscurità. L’hanno sottratto alla realtà per portarlo in un incubo. Un incubo scarlatto dal quale non si ridesterà più.

Incubo. Anime. Dolore. Sangue. E poi, più nulla.

Tony Musicco

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