L’albero di mimose


C’era una volta un albero di mimose. Era situato in un terreno agricolo, poco fuori città. Per molti anni era cresciuto sereno, sviluppandosi in enormi dimensioni. Il contadino proprietario del terreno, ogni volta che lo guardava, si rallegrava. Quel colore giallo come il sole lo liberava di tutti i suoi demoni. Quel colore così forte gli ricaricava il cuore di energia per affrontare la vita e guardarlo era come una fuga dal tutto.

Talvolta, il contadino litigava con sua moglie. Allora, usciva di casa e andava in quel terreno e si sedeva in terra, proprio sotto quel grande albero di mimose. Lo faceva tutte le volte. Ogni volta che era di cattivo umore, si sedeva sotto quell’albero e tutto passava.

Un giorno, si sedette lì, ma neanche quel suo albero magico riuscì a tirarlo su. Sua moglie era morta. Quindi, era scappato lì, sperando che quel albero sarebbe riuscito a liberarlo da quel dolore. Ma così non fu. Anzi, la bellezza di quella pianta gli ricordava il suo amore ormai perduto. Allora, preso da grande ira, prese a calci l’albero, senza procurargli alcun danno. Allora, prese un paio di forbici molto affilate e, arrampicatosi sull’albero, cominciò a tagliar via le mimose. Ci mise un giorno intero per farle cadere tutte. Quando finì, scese dall’albero e vi trovò un tappeto di luce. Quel giallo, un tempo abbagliante, emanava tristezza. Così, pianse per quello che aveva fatto. Pianse come aveva pianto per la morte di sua moglie. Ad un certo punto, smise di piangere, si alzò e si mise a raccogliere tutte quelle mimose. Poi, le portò nel cimitero ove riposava la sua amata e, raggiunta la sua tomba, la ricoprì con quel manto dorato. A quel punto, guardò nuovamente quelle mimose: erano tornate a splendere, come fossero state sul loro amato albero. E la foto di sua moglie, che lui lasciò libera nel mezzo di quei fiori, sembrava sorridente, più bella che mai in quel manto giallo. Allora, l’uomo pianse nuovamente. Pianse così tanto, che raccolse le sue lacrime in un bicchiere e versò quelle gocce sulla tomba ricoperta di mimose. Poi, sorridendo, salutò sua moglie e tornò a casa.

Tony Musicco

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