L’uomo nero


08/12/2009

Lunedì. Per il pomeriggio avevo in programma una corsetta con Paolo. L’appuntamento era per le 17 sotto casa sua. Così, impostai la sveglia alle 16.30 e, dopo pranzo, mi appisolai sul letto. Aprì gli occhi alle 16.12, svegliato da un messaggio sul cellulare. Era Paolo che, tramite il telefonino di sua sorella, mi avvertiva del fatto che non sarebbe venuto a correre. Allora, disattivai la sveglia e mi rimisi a dormire. Riaprì gli occhi alle 17.00, svegliato dal continuo trafficare di mia sorella e mio fratello nella mia stanza. A quel punto, lasciai perdere il sonnellino e mi alzai. Una volta in piedi, però, non ebbi la più pallida idea di cosa fare. O meglio, qualcosa da fare ce l’avevo, cioè studiare, ma sinceramente non mi andava molto. Decisi, allora, di andare a fare una passeggiata. Velocemente, mi cambiai e presi la mia fotocamera digitale, con l’idea di fare qualche scatto del porto e del lungomare, come mi capitava di fare di tanto in tanto fino ad un anno fa. Arrivato nella villa comunale, però, la voglia di fotografare volò via con il vento (sono un pigrone nullafacente, lo so). Così, mi limitai alla sola passeggiata.

Era da tanto che non andavo in villa. Così, con lo sguardo, passai in rassegna ogni suo elemento: il monumento ai caduti; le cornacchie e i piccioni che svolazzavano qua e là, facendo un gran baccano con i loro versi (mi riferisco in particolare alle cornacchie, che oltre ad emettere un verso fastidiosissimo, sono anche brutte da vedere); il parco giochi (o, almeno, quello che vi resta); la pioggia di foglie che scendeva dagli alberi in decadimento autunnale; i leoni di pietra all’entrata del boschetto.

Annoiato, mentre mi apprestavo ad uscire, incrociai un ragazzo di colore, il quale portava una dozzina di fogli sotto il braccio destro. D’improvviso, quei fogli gli sfuggirono, e gli si sparpagliarono tutt’intorno. Allora, io mi chinai ad aiutarlo a raccoglierli. In quel frangente, ripeté la parola “GRAZIE” almeno una cinquantina di volte. Poi, quando gli diedi i fogli che avevo raccolto, mi ringraziò per la cinquantunesima volta. Io gli risposi con un “PREGO” vago e quasi sospirato, sorridendogli. Poi, ripresi a camminare verso l’uscita. Mi accorsi che il ragazzo (sarà stato poco più grande di me) si era fermato a parlare con un uomo, sulla trentina, che era entrato poco prima. Mentre ero ancora vicino al cancello, vidi entrare un altro uomo, stavolta molto più anziano, sulla sessantina, in compagnia di un bambino. Appena l’uomo ebbe visto il ragazzo da me aiutato pochi minuti prima, si tirò a sé il bambino, come se temesse per la sua incolumità. Il bimbo, disorientato da quel gesto, si guardò attorno e, appena ebbe visto anche lui il ragazzo, esclamò: “Nonno! Guarda, c’è l’uomo nero!” e si strinse ancor di più al suo anziano parente. Allora, il ragazzo si girò, e posò lo sguardo sul bambino, con un’aria di sconfitta. “Non ti preoccupare, Giorgio. Ci sono io, qua. Vedi come guarda l’uomo nero? Ma se ci sono io, l’uomo nero non può farti del male” intervenne l’uomo. Io, ormai, ero piantato lì, davanti al cancello, a guardare la scena, con sguardo alquanto incuriosito. Con quello stesso sguardo, mi fissai sul ragazzo, il quale, all’udir le parole di quell’uomo, lo fulminò con degli occhi così carichi di rabbia che, se fossero stati due pistole, lo avrebbero ridotto ad un colabrodo. Ma quello sguardo così duro e forte, durò solo pochi secondi, lasciando spazio ad uno triste e sconfitto. Allora, girò la testa dall’altra parte, riportando l’attenzione al suo interlocutore. L’uomo anziano, invece, del tutto incurante dell’effetto delle sue parole, continuò a camminare per il vialetto, tenendo per mano il nipotino. E anch’io, al morire di quella scena, volsi altrove lo sguardo e ripresi a camminare verso casa.

Tony Musicco

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  1. Ciao,
    Storia triste, purtroppo, ma… “normale” ai tempi che viviamo.

    Complimenti, scrivi molto bene; mi piace il tuo modo di osservare…
    Te lo dice uno che dimostra il suo apprezzamento molto raramente.

    Saluti,
    DK93

    • Grazie mille per il tuo apprezzamento. torna presto a trovarmi sul mio blog. un abbraccio.- Antonio T. Musicco

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