Dediche

Alla stanchezza. Allo sbadiglio e agli occhi sporchi del mattino. Alle sigarette e al vino. All’amico e al fratello. Alla notte e alle sue luci. Alla musica. Ai segreti. Alla sincerità. Al sedere e ai calci. Al dolore. Alle lacrime.  Alla tranquillità. All’egoismo. Alla sfortuna. Alle parole. Al sesso. All’auto. Alle risate. Alla pigrizia più perfida e masochistica. All’insignificanza. Alle velleità.  Alle maschere. Alle bugie. Al cibo. Alla pancia. Alle ossessioni. Alle turbe. Alla rabbia. Alla frustrazione. All’invidia. Alla penna. Alla birra. Al cuore. Al fegato. All’ottusità. Ai giudizi. Ai pregiudizi. Alle offese. Alle defiance. Alle urla. Agli abbracci veri. Alle disgrazie. Al sonno e al letto. Alla fame. Alla fama. All’ambizione. Al materialismo. Alla millanteria. Alla seduzione.  Alle mani rotte. Alla prepotenza. All’indifferenza. Alla paura. Alla morte.

Tony Musicco

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L’opinionista

Seduto in uno studio televisionario, l’opinionista espone le perle frutto dell’ingegno donatogli da Iddio. Grandi le parole, grande l’utilità di queste ultime nel sondare le menti, nel penetrare nei cessi cerebrali di chi, seduto nella propria visionaria dimora, assiste al teatro della teletensione.

“Quello che dici è molto importante” dice l’opinionista come risposta a domanda posta. Assistiamo e adoriamo all’importanza (appunto) che l’opinionista attribuisce a ciò che gli si chiede. Seduto nel salotto di un talk shock, l’opinionista è stato invocato a discorrere di stragi, disastri e affini, senza alcun titolo che lo renda degno d’essere convocato all’interno di contesti come questo. Ma lui non ha bisogno di alcun titolo, perché dall’alto della sua gieffina esperienza o della sua appartenenza ad una nobiltà la cui esistenza non è motivata da motivo alcuno o dal suo essere reduce da una fallimentare carriera musicale, televisiva o da garzone, l’opinionista ha competenze innate che lo rendono idoneo a discorrere di checchesia.

“E’ Verissimo: il Pomeriggio del Cinque in tv ci sarà l’opinionista  per parlare della sua Vita in Diretta”

Niente gloria per l’opinionista. Niente spiccioli. Solo assegni con bei zeri tondi tondi per ripagare lo spreco di parole sante, per dar merito all’opinione divina dell’opinionista, e per ringraziare Iddio per averlo mandato giù a illuminare tutti noi. Pregate, fratelli e sorelle, e ringraziate sempre.

Amen

Tony Musicco

La vittoria sbagliata

Ti è mai capitato di vincere, senza però esultare per la vittoria? Vittorie magre, che possono segnare per sempre la tua esistenza. Tu sei lì che vorresti gridare, scoppiare per la gioia. Ma la ragione ti ricorda che non c’è nulla per cui festeggiare.
Vittorie irrisorie, che buttano ulteriore benzina sul fuoco del fallimento di una vita. Battaglie vinte che, anziché mostrarti un futuro meraviglioso, ti spalancano una porta sull’immenso baratro che, dal passato, si affaccia irrimediabilmente sul tuo presente.
Sono vittorie inutili che ti fanno domandare se la tua esistenza ha davvero un senso, che ti fanno temere che le cose andranno sempre peggio. E poi cominciano i pensieri brutti, esagerati, ma che in momenti del genere sono inevitabili. Si diviene estremamente fragili, che basterebbe un solo gesto per andare in frantumi.
Che si fa a questo punto? Che si fa di fronte ad una vittoria sbagliata?

Tony Musicco

Sospeso

Voglio stare sospeso. Mentre guardo questa estate tramontare, voglio galleggiare nell’aria di Settembre e allungare le braccia.

Sono i giorni dell’amore a orologeria. Tra un paio di giorni esploderà, riaprendo vecchie ferite che torneranno a sanguinare copiosamente, imbrattandomi i vestiti. Insanguinato e sospeso, sembrerò un Cristo appeso ad una croce invisibile. E piangerò, mentre dietro di me, i centurioni della vita urleranno “Te l’avevo detto”.

Voglio stare sospeso. Mentre guardo questo amore tramontare, voglio planare sul mare. Un amore che conosce la sua ora fatale è come un morto che cammina. Chissà cosa rimarrà di questa nuova detonazione. Chissà cosa rimarrà di me. Brandelli di cosa?

Voglio stare sospeso. Mentre guardo la luna sporcarsi del simoniaco manto, voglio planare sul mondo. E vederlo per davvero almeno una volta nella vita. Solo allora, sarò pronto alla detonazione. Solo quando saprò chi sono e chi è il mondo, solo in quel momento sarò coraggioso abbastanza da guardare l’onda della luna simoniaca che si abbatte su di me.

E tornerò solo e libero di decidere la mia fine.

Fotso tese tese visi tutsu tisi ese duese.

Tony Musicco

L’anno della Luna Rossa

Un anno tra qualche giorno. Un anno di lotte fra emozioni e deliri. Un anno senza scampo, la testa andava giù, a fondo nelle acque della disperazione, per poi venire fuori velocemente, con i polmoni che accoglievano avidi un ossigeno contraffatto. E poi, la Luna insanguinata.

E’ stato una sera. Io avevo oscurato la Luna con il mio smarrimento. E lei, per vendicarsi, s’è macchiata di sangue per vincere il mio buio con la sua veste scarlatta. E poi ancora. E di nuovo. Sempre più pregna di sangue e cattiveria. Ma ad un certo punto, s’è chinata su di me, ha avuto pietà ed è tornata bianca.

Io ero contento, ma perduto ormai. Da allora, infatti, ho vissuto con la paura di rivedere quel manto scarlatto poggiato sulle sue spalle. E allo scadere dell’anno, lei l’ha fatto nuovo. La Luna è tornata ad essere rosso sangue. Niente più pietà per me. Niente di niente. Solo dolore per me. Niente di più.

Tony Musicco

Sulle sedie

C’è chi sta sulle spine, chi si arrampica sugli specchi. Io sto sulle sedie. Una trapunta di sfumature color rosa amore si distende su di me, tenendomi al riparo dai tacchi e dal frigorifero. Freddo nella veranda del cuore, ma solo per la notte.

Di notte, la lama ha percorso un sentiero vivo, tranciando peli e ansie, proiettando l’immagine di un futuro certo. Alla fine di questi giorni, che è rimasto? Queste pagine di ore scritte da noi mi hanno aperto gli occhi. 53 giorni. Quanta sofferenza inutile, quante lacrime gettate via. Il mio cuore non ha mai smesso di battere. Ma per un po’, ho creduto che fosse morto. Sono dovuto andar via, sono dovuto andare dal sole, affinché i suoi raggi penetrassero nel mio petto e, esplodendo come un ordigno nucleare, riattivassero il mio cuore. Nel frattempo, tu eri lì che urlavi il mio nome nella notte più lunga che il tuo cuore abbia mai conosciuto. Mi imploravi di tornare giù. Mi imploravi di tornare da te, per far tornare il giorno nel tuo cuore. Ma io non ti ho dato ascolto. Ho preferito rimanere lassù, tra dee e biscotti. Ad un certo punto, tu ti sei stancata di urlare e hai cercato altrove il giorno. Io ero lì, con il cuore di nuovo carico, ma incapace di scaldarmi, incapace di fare luce. Sono tornato giù. E ti ho vista. Ma tu avevi smesso di aspettarmi. Ormai, splendevi di luce tua. E l’ombra della tua nuova persona mi ricopriva, nascondendomi nelle tenebre. Ora ero io a voler urlare. Ma non potevo. Un uomo di nome Orgoglio mi aveva posto sulle labbra un sigillo. Non potevo urlare. E nel frattempo, la nuova energia del mio cuore bruciava, diventava nociva. Una sera, però, l’innocenza blu ci ha fatto rincontrare. E tu sei tornata a vedermi. Ed io, finalmente, ho aperto le porte del mio petto e ti ho donato la nuova luce del mio cuore.

C’è chi sta sui binari, chi sul ciglio di un burrone. Io sto sulle sedie. Il ritratto mi guarda e mi chiede quante cartucce sono andate.

5 giorni. Conferme. Discorsi consumati tra melodie di zucchine e arpeggi di melanzane, tra vasche e storie bruciate in balcone. Tra tazzine rotte e tabacco perduto, tra cabine rosse e lamette.
Questa mattina ho lasciato la tua dimora, amore mio, lasciandomi dietro stracci azzurri. Il cielo ero grigio, i tuoi occhi zuppi di lacrime. I nostri cuori ormai sono saldi. Essi brillano insieme, uniti nell’armonia delle loro luci intrecciate.
5 giorni per purificarne 53. Ti chiedo perdono, amore mio. Perdonami, se puoi.

Tony Musicco

Momenti

1. Adesso è facile.

“Dal tuo libro, sembra quasi che tu stia cercando di denunciare una sorta di mancanza di comunicazione. E lo fai, mostrando questa mancanza di comunicazione in vari strati sociali.”

“Io non l’ho fatto apposta. L’ho fatto per me. L’ho fatto per stare bene”

“Un microcosmo”

“Sei molto tecnico”

“Ti confonde le idee”

“Bologna”

2.Quando il fango viene colpito dai raggi del Sole, quest’ultimo non diviene meno caldo e l’altro non perde la sua viltà.

“Cos’è un sigillo?”

“Che programma porta?”

“Mi vendicherò”

“E’ solo un’arrangiatore di arte”

“perché io ti sono fedele”

3. Se sono rose, fioriranno. Così dice il fioraio Rosario.

“So io perché stai ridendo”

“Ci si bel”

“Ma il pesce lo mangi?”

“To, ho saputo un’altra cosa”

“Ma non è rum!”

4. Lo sfigato che uccide l’orgoglioso. Che dolore al funerale.

“Ne mancano 9. Ormai, non mi spaventa più”

“Un diavolo travestito da angelo”

“Ca sté pagat!”

“Ma il pesce lo mangi?”(2)

“Perché mi hai chiamato?”

5. L’orgoglio calpestato

“Non lo so”

“Il sacerdote”

“Sono fiera di lui”

“E da quel momento, lei divenne la loro sorella maggiore”

“Ma tu lo mangi il pesce?”(3)

 

 

 

 

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